AQUARAMA

Artisti, Band   Pop  27 Novembre 2018   Nessun commento AQUARAMA

ALBUM: RIVA (2016) per SAND MUSIC // FRESH YO! LABEL // IRMA RECORDS.

Il duo AQUARAMA nasce nel 2015 dal polistrumentista Dario Bracaloni e dal batterista visual-artist Guglielmo Torelli; è un progetto dichiaratamente pop a tratti sofisticato in grado di mixare alla perfezione elementi tropical, funk, sound sudamericano e un pizzico di sonorità vintage anni ’60. Li conosco durante un live a Torino e dopo i primi due pezzi veniamo tutti catapultati in atmosfere galleggianti che profumano di estate. RIVA è il loro album di esordio, 9 tracce che assicurano un viaggio all’insegna dell’evasione e di quella lieve nostalgia da fine vacanze.

A tour finito, ci sentiamo per una chiacchierata.

Ciao ragazzi, domanda rompighiaccio, presentatevi e spiegateci..cosa significa AQUARAMA?

Siamo Dario e Guglielmo, due fiorentini trapiantati a Milano. Aquarama è un famoso modello di motoscafo Riva, nato negli anni ’60 e rappresenta un esempio di stile classico italiano reso internazionale come icona di stile. Ci piaceva quindi l’idea di un nome dal suono italiano ma che rappresentasse qualcosa di universalmente riconosciuto come bello.

Il vostro bagaglio di contaminazione musicale cosa contiene? Chi sono i vostri punti di riferimento?

Siamo molto affezionati al pop anni ’60 e se devo fare qualche nome in assoluto riporto i Beach Boys con Brian Wilson, Lucio Battisti e qualunque nome del funk afroamericano e afrobeat in generale. Per rendere omaggio ai nostri “influencer”, durante il nostro tour abbiamo portato in giro qualche cover.

Ecco, mi intrometto subito per fare una confessione: dopo aver sentito il primo giro de “Il Veliero” di Battisti – uno dei pezzi che mi sta più a cuore – mi avete definitivamente conquistata!

Grazie! Insieme a questo abbiamo portato in tour anche “Don’t talk” dei Beach Boys e “Something About Us” dei Daft Punk. Il tour di RIVA si è appena concluso e per fare qualche numero diciamo che si può riassumere in circa 41.000 km, 61 città tra Italia ed Europa per un totalone di 87 concerti.

Siete stati quindi decisamente impegnati negli ultimi tempi! Utilizzando la lingua inglese, AQUARAMA vuole puntare più all’estero che alla scena musicale italiana?

Direi proprio di si, abbiamo avuto la fortuna di incontrare un label manager di un’etichetta francese che ci ha facilitato a suonare all’estero e soprattutto in Francia. Il progetto AQUARAMA nasce infatti con l’intento di essere internazionale e quindi per essere presentato su qualsiasi palco fuori dall’Italia. Cantando in inglese non vogliamo escludere a priori l’interazione diretta con il pubblico italiano ma l’idea di essere fruibili e capibili soprattutto all’estero rappresenta per noi più una questione di prospettiva professionale che ci siamo dati ancor prima che il nostro progetto prendesse forma.

Raccontatemi il vostro album, RIVA, primo lavoro insieme. Che esperienza è stata la sua creazione, come è avvenuta? Che apporto ha dato la collaborazione con Marco Olivi, vostro produttore artistico?

Io e Guglielmo siamo entrambi di Firenze e ci siamo incontrati con l’idea di esplorare suoni, poco dopo sono arrivate le canzoni. Abbiamo iniziato a collaborare con Marco Olivi – che è il nostro produttore – ed è stato lui a portarci in studio a Milano nell’estate del 2016. Con il suo aiuto e talento siamo riusciti a fare un disco d’esordio con una resa di grande livello, riuscendo a definire al meglio tutto quello che avevamo in testa. Ci ha aiutato a dare al progetto più benzina possibile. L’album è stato prodotto e registrato al Blue Spirit Studios di Milano e masterizzato presso La Maestà di Tredozio (FC) da Giovanni Versari; vede anche la preziosa partecipazione di Daniel Plentz dei Selton.

Il video del singolo Coral insieme alla Copertina di RIVA hanno un grande impatto visual..come è nata la scelta di queste forme e colori?

L’idea era quella di un generale summer mood e dobbiamo questo risultato a una bravissima illustratrice francese alla sua prima esperienza di grafica per la musica. Clèmence Chatel. Il visual che portiamo in giro l’ha ideato lei ascoltando e lasciandosi ispirare dal nostro sound. E’ un viaggio in 3D attraverso elementi naturali e  artificiali in cui appaiono figure umane, piante e oggetti che si fondono perfettamente in morbide e suggestive prospettive.

Ammetto che dopo aver ascoltato l’intero album RIVA, il primo desidero è stato quello di riascoltarlo a bordo di una vespa in direzione mare e con il vento tra i capelli. Quanto è importante per voi questo summer sound e da dove viene visto che siete di Firenze e vivete a Milano?

Il disco è stato scritto durante un’estate in città in cui ci era impossibile andare al mare quindi chiusi in studio siamo riusciti a evadere attraverso la nostra musica. Evasione e nostalgia sono i due ingredienti principali di RIVA. Siamo riusciti a unire in un contesto pop un certo tipo di melodia melanconica da fine estate su un tessuto ritmico pensato per la black music. Diciamo groove funk-rnb con scrittura e arrangiamenti più devoti al surf-pop anni ’60.

Domanda a testa, senza pensarci: a quali brani di RIVA siete più legati e perché.

Dario: Seaplanes perchè mi ha sbloccato mentalmente nella scrittura di questo disco, mi ha indicato la giusta via. Aquarama invece perché mi ha molto soddisfatto il suo processo di creazione e sviluppo.

Guglielmo: Mary per le sue atmosfere oniriche e trasognanti che mi rispecchiano molto e On a beach, secondo pezzo scritto che ha un testo molto sentito e decisamente sentimentalone.

Piccola indiscrezione..quanto ci farete aspettare per il prossimo lavoro?

Speriamo poco, anche perché stiamo già lavorando sodo e a tempo pieno al prossimo album, abbiamo in mente una data ma per scaramanzia non diciamo nulla!

Vi ringrazio molto, siete comunque grandi, non perdete quella scintilla che vi infiamma sul palco!

La scintilla non la possiamo perdere perché abbiamo la fortuna di essere caricati da un pubblico bello come quello di Torino che ci ha infiammato molto, eravate fantastici!  Ricordiamo con piacere il momento in cui la gente è scattata..è stato un crescendo di sudore e trasporto. Speriamo di ritornarci presto!

 

Laura Camera

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